Riparare un Hard Disk con elettronica rotta

Quando si rompe un hard disk è sempre una tragedia, sia che siate maniaci del backup sia che non sappiate nemmeno cosa significhi il termine. A meno che non avete un sistema RAID 1 le copie di backup potrebbero non essere aggiornate e dunque perfettamente allineate ai contenuti attuali. Se poi non avete mai effettuato un backup dei vostri dati allora il problema è davvero serio. E non conta se "i dati" sono foto e video di famiglia piuttosto che documenti riservati o contabili di importanza assoluta.

Non in tutti casi però, c´è da strapparsi i capelli. Certo, esistono delle società di recupero software che potrebbero riuscire a salvare anche fino all´ultimo bit contenuto nel disco rotto ma i costi di una simile operazione sono davvero molto elevati e non sempre affrontabili. Ma allora come riuscire a riportare in vita con una modica spesa il proprio disco? Prima di rispondere vogliamo mostrarvi come funziona, a grandi linee, un hard disk tradizionale.

Un Hard Disk è composto da due moduli fondamentali, uno meccanico ed uno elettronico. Il primo comprende un certo numero di dischi, meglio noti come piatti (solitamente da 1 a 4), realizzati con materiale ceramico non magnetico. Su di essi è depositato uno strato ferromagnetico il quale può essere magnetizzato: sarà proprio questo strato a contenere le informazioni che registreremo sul disco. La lettura e la scrittura delle informazioni avviene per mezzo di testine di read e write che si muovono lungo tutta la superficie dei piatti.Il controllo di tutte le operazioni avviene grazie ad una scheda elettronica fissata nella parte esterna dell´hard disk. Questo modulo fa si che i piatti ruotino ad una velocità costante, che le testine si spostino nella posizione desiderata e che i dati siano scritti e letti dai piatti ad una memoria tampone anche questa posizionata sulla scheda elettronica. Da tale memoria poi essi saranno trasferiti alla memoria centrale del PC secondo le indicazioni della CPU.